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Ognuno di noi in base alla sua esperienza si è fatto un’idea del significato di salute e malattia, ma difficilmente ci siamo interrogati sul significato più profondo di questi termini, che meritano invece una riflessione molto importante poiché dal significato che noi attribuiamo alla parola salute ne conseguiranno azioni volte a conservarla e migliorarla. Naturalmente parte delle idee che ci siamo fatti deriva da ciò che ci è stato trasmesso dal mondo medico, e per le ultime generazioni anche dalla pubblicità! Se ci pensiamo, in ambito educativo è qualcosa che viene affrontato solo marginalmente. Questo è legato al fatto che, dal punto di vista occidentale-scientifico, la risposta alla domanda “cosa significa essere in salute” è molto complicata, spesso estremamente tecnica e quindi difficilmente alla portata di tutti. Ma non solo, la salute di per sé è un aspetto che ci riguarda come persona nella nostra globalità, e la medicina invece si è sempre più allontanata dal tentativo di comprendere questa globalità diventando molto specialistica e settoriale. Inoltre, la nostra cultura comprende la salute principalmente attraverso la dualità salute-malattia, per cui spesso essere in salute viene concepito come assenza di malattia…ma ciò è molto riduttivo.

la nostra cultura comprende la salute principalmente attraverso la dualità salute-malattia ma ciò è molto riduttivo

Vediamo quale può essere una risposta semplice, sintetica e costruttiva alla nostra domanda. Io concordo con l’idea del Maestro di Qi Gong Michael Tse nel ritenere che una persona che fisicamente e mentalmente è in grado di fare ciò che vuole allora è in salute. Cioè, se abbiamo una mente lucida, un buon sonno, possiamo mangiare normalmente, il nostro corpo è in grado di fare i movimenti necessari alla nostra vita e abbiamo sufficiente energia per le cose da fare, allora abbiamo una buona salute. Semplice da comprendere… ma non è così scontato rientrare in questa descrizione, vero?

Questo modo di vedere le cose ci pone già sotto una prospettiva diversa da quella a cui siamo abituati, vediamo ora di approfondire alcuni concetti chiave.

Intanto c’è da dire che nella cultura tradizionale orientale il concetto di salute (contrapposto a quello di malattia) è sostituito dal concetto di “vitalità”. Questo concetto ha il vantaggio di non essere binario (c’è o non c’è) e quindi di poter essere presente in misura maggiore o minore. I due estremi saranno naturalmente da una parte l’assenza quasi totale di vitalità, che nella nostra idea occidentale corrisponderà a una persona gravemente malata e/o indebolita, e dall’altra una vitalità sovrabbondante, che corrisponde a uno stato di ottima salute (che è qualcosa in più di ‘buona salute’ come discuteremo più avanti). In mezzo a questi due estremi abbiamo tutte le gradazioni possibili. In ognuno di noi, lo stato vitale oscilla, non solo nell’arco della nostra vita ma anche all’interno dell’anno, del mese, della settimana e del giorno … come ben sappiamo.

il concetto di vitalità si traduce dunque nelle mie potenzialità e possibilità mentali e fisiche

E’ necessario segnalare che il concetto di vitalità si traduce dunque nelle mie potenzialità e possibilità mentali e fisiche, ma non è sempre direttamente legato al concetto di malattia secondo la prassi medica. Facciamo degli esempi. Nella mia pratica di Shiatsuka (Operatore Professionale Shiastu) mi capita di trattare spesso persone che hanno dei disagi o delle limitazioni funzionali, esse sono andate dal medico e hanno fatto i controlli necessari ma ‘non hanno nulla’; cioè per il mondo medico sono ‘in salute’, ma loro in realtà stanno male. D’altra parte ci sono persone a cui è stata riscontrata una certa disfunzione da alcuni esami ma loro si sento bene e sono in forma. Questo aspetto lo approfondiremo in un prossimo articolo, poiché riguarda la distinzione tra come mi sento e i processi in corso nel nostro organismo. Ma rimane il fatto che più ho una vitalità elevata e più saranno brevi e passeggere le eventuali problematiche che si possono presentare,  anche perchè riuscirò ad affrontarle in modo più attivo e determinato.

Dunque a questo punto è chiaro che l’idea di vitalità, così come l’abbiamo descritta, è molto utile per valutare il nostro stato e quindi anche per prendere delle decisioni in merito. Perché se riteniamo di non avere una buona vitalità e quindi di non essere in buona salute allora significa che abbiamo bisogno di darci da fare!!! Non sarebbe furbo aspettare che il nostro livello di vitalità diminuisca ancora, perché quando la nostra vitalità scende a livelli bassi il nostro organismo ha difficoltà a portare avanti in modo appropriato le sue funzioni e allora iniziano i problemi. L’indicatore della vitalità ci impone di agire sulla prevenzione! Infatti tutto il pensiero orientale da un grande rilievo ad un atteggiamento attivo nei confronti della salute-vitalità, in cui essa viene coltivata giorno dopo giorno. Per questo non bastano le solite e stringate raccomandazioni a cui siamo abituati: mangiare bene e fare attività fisica. Cosa fare di veramente efficace per incrementare la nostra vitalità sarà oggetto di un prossimo articolo. Intanto vorrei concludere questo post con un ultimo spunto.

Come ho accennato precedentemente, l’estremo superiore della scala di vitalità coincide con uno stato di vitalità sovrabbondante, che il Maestro di Qi Gong Yves Requena definisce super-salute. Questo stato è reso possibile dalla pratica continua e perseverante di alcune discipline orientali (Qi Gong, Meditazione, Tai Chi, Yoga, arti marziali), ed è caratterizzato da: un corpo flessibile e resistente, alta capacità di recupero dopo sforzi mentali o fisici, sonno particolarmente profondo e ristoratore, alta capacità di concentrazione e attenzione vigile, senso di benessere interno, sensi acuti, grande forza di volontà, serenità e fiducia interiore. Come vedete è uno stato che ha caratteristiche sia fisiche che mentali, poiché la salute ci riguarda come persone nel nostro insieme di corpo e mente! Quello si che sarebbe un obiettivo ambizioso da raggiungere in termini di salute, ma già porsi quello di raggiungere le caratteristiche elencate prima in merito all’idea di buona salute sarebbe ottimo :).

Ti è sembrato chiara l’idea esposta in questo articolo, ti è sembrato utile? Puoi lasciare un commento sotto se lo desideri.

Presto approfondirò questo argomento con altri articoli, al prossimo post!

La scorsa primavera, grazie all’iniziativa “open week allo Studio di Zen Shiatsu”, ho avuto la possibilità di trattare diverse persone che non si erano mai avvicinati allo Shiatsu o a discipline affini. Sono rimasto positivamente sorpreso di riscontrare un cambiamento diffuso nella sensibilità e consapevolezza delle persone, sempre più interessate e ricettive verso metodi e discipline che possano contribuire a gestire problematiche su vari livelli (fisici, organici, emozionali) in modo più globale e integrato.

 

Che significa?

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